"Quanto potrà mai durare la democrazia in questo
paese?" Al massimo un paio d'anni e si torna indietro. È questo quello
che pensano ancora le alte sfere all'indomani della fine di una delle
più terribili dittature del dopoguerra, quella argentina. Ne è certo
anche Arquimedes Puccio, tranquillo e abitudinario padre di famiglia,
che riesuma senza scrupoli l'agghiacciante pratica del sequestro per
applicarla ai giovani ricchi del suo vicinato, per conto terzi e per
guadagno personale.
Trent'anni dopo il clamoroso arresto del clan Puccio, Trapero racconta
questa storia stringendo l'obiettivo su Alejandro, il figlio rugbista di
Arquimedes, diviso tra l'obbedienza cieca al patriarca e il dissonante
rumore di fondo della coscienza e di un'età naturalmente rivolta al
futuro. E chi meglio di Pablo Trapero, verrebbe da pensare, dopo che il
regista ha raccontato i peggiori abissi del suo paese riuscendo
nell'arte acrobatica di affondare nel dramma senza mai impastarlo di
retorica. Tutta via questo è un altro film. Non solo non c'è il Trapero
più intenso, ma nemmeno il maestro del montaggio, qui gestito in pieno
stile hollywoodiano, alla maniera di un "Blow" e affini. Non fosse per
la crudeltà dei fatti narrati, e tirando l'affermazione con l'elastico,
si potrebbe quasi parlare di commedia per
Il Clan,
relativamente al trascorso stilistico del regista, sia chiaro. Dall'uso
scanzonato della musica ("Just a Gigolo - I ain't got nobody" sottolinea
il bisogno di Puccio di avere i figli dalla sua parte, non potendo
fidarsi di nessun altro allo stesso modo) al gusto dell'ingenuità nel
racconto della scalata sportiva di Alex, del romance con Monica
(Stefania Koessl) e del loro sogno svedese, ci sono tutte la
caratteristiche di un film di sicuro appeal, ma decisamente più
allineato col gusto medio di questo genere di biopic, persino
televisivo, che sulla personalità autoriale che il regista ha mostrato
fino ad ora.
Guillermo Francella, che non a caso è un volto notissimo della
televisione argentina con un curriculum principalmente leggero, quando
non di comico puro, qui subisce un'ulteriore trasformazione dopo l'uso
che di lui ha fatto
Campanella
e passa radicalmente di là dalla barricata, da vittima a carnefice,
conservando però quell'aria da amico della porta accanto e
quell'affettuosa empatia che qui servono il gioco.
L'immediatezza magistrale della regia di Trapero e l'amara ironia che
attraversano il film senza interruzioni, garantiscono un risultato
comunque impeccabile, specie perché il ritratto che viene fatto di padre
e figlio non sfocia mai nella fascinazione per il male. Il successo di
pubblico in Argentina, dove il caso ebbe un fortissimo impatto
sull'opinione pubblica, è stato, come prevedibile, immediatamente molto
grande.
Un film di
Pablo Trapero.
Con
Guillermo Francella,
Peter Lanzani,
Lili Popovich,
Gastón Cocchiarale,
Giselle Motta.
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Titolo originale
El clan.
Thriller,
Ratings:
Kids+13,
durata 108 min.
- Argentina, Spagna
2015.
- 01 Distribution
uscita giovedì 25 agosto 2016.